ADDIO AUTO ELETTRICHE IN ITALIA: “il test è fallito miseramente” | Finalmente torniamo al termico

Colonnina di ricarica auto elettriche

Auto elettriche - mobilitasostenibile.it

Le auto elettriche sono un piano ambizioso, ma il suo contorno fallisce miseramente in Italia: una mobilità ‘non sostenibile’.

Dovevano essere il grande salto in avanti, la promessa verde che avrebbe rivoluzionato la mobilità urbana. Un progetto ambizioso, sì, ma anche necessario. Solo che tra il dire e il fare, come sempre, c’è di mezzo un groviglio di interessi, scelte discutibili e una realtà che rema contro.

Perché nonostante gli slogan, i bonus e le colonnine che spuntano qua e là come funghi, la strada verso la sostenibilità è diventata una salita ripidissima. E no, non è solo questione di costi o autonomia: è il contesto stesso a scricchiolare.

Produzione al rallentatore, aziende che tagliano, consumatori che ci ripensano. E poi c’è quello che sta succedendo ora, in questi mesi, che rende tutto ancora più paradossale – quasi insostenibile, verrebbe da dire, persino per chi sull’elettrico aveva puntato tutto.

Il fenomeno delle auto elettriche, il flop del sistema

L’obiettivo era chiaro: rendere l’auto elettrica un’opzione concreta per tutti. E per farlo, serviva lavorare su due fronti. Da una parte aumentare l’autonomia dei veicoli – ed è quello che si sta facendo, con modelli sempre più prestanti, anche se i prezzi restano fuori portata per molti. Dall’altra, c’era la questione delle colonnine. Tanti veicoli, tante prese. Semplice.

Eppure, qualcosa è andato storto. I fondi del PNRR, inizialmente destinati a costruire una rete capillare, sembrano essere finiti altrove. Pare abbiano preferito puntare tutto sugli incentivi all’acquisto, lasciando da parte l’infrastruttura che dovrebbe farli funzionare. Un po’ come dare i soldi per comprare la farina, senza preoccuparsi del forno.

Ma ecco il colpo di scena: le colonnine, almeno in parte, ci sono. Il vero problema? È che non le usa nessuno. O meglio: pochi, pochissimi. E le ragioni – più sociali che tecnologiche – rischiano di mandare all’aria tutto il progetto.

Parcheggio di una colonnina di ricarica per le auto elettriche, occupato da un veicolo a benzina
Colonnina di ricarica per le auto elettriche – mobilitasostenibile.it

Il vero nemico della mobilità elettrica? L’italiano medio (con auto a motore termico)

Altro che batterie, autonomia o fondi. A mandare in tilt la mobilità elettrica, oggi, è qualcosa di molto più banale: la maleducazione. In città come Messina – ma non solo – succede ogni giorno che gli stalli per la ricarica vengano occupati da auto tradizionali. Benzina, diesel. “Solo dieci minuti”, dicono. Risultato? L’auto elettrica non si carica. Punto.

Il quotidiano MessinaToday ha raccontato proprio questo paradosso, con le parole amare di un lettore: “È diventato quasi impossibile usufruire del servizio. Il numero di colonnine è aumentato, ma tutto viene vanificato da chi le occupa per evitare di pagare il parcheggio. Ci vorrebbero più controlli dei vigili urbani.”

Una richiesta legittima, che però svela un problema più profondo: il mancato rispetto delle regole, anche quando la segnaletica è chiarissima.

E no, non è un malcostume isolato o una ‘tipicità siciliana’. Scene simili si ripetono ovunque: da Milano a Napoli, da Roma a Trieste. Il fenomeno è diffuso, sistemico. E se da una parte c’è chi invoca più infrastrutture, dall’altra si dimentica che senza educazione civica anche la rete di ricarica più efficiente è destinata a fallire.