Bici elettriche truccate, allarme in città: così diventano ciclomotori illegali e pericolosi
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Secondo Virgilio Motori, le bici elettriche truccate sono ormai diventate una vera emergenza nei centri urbani italiani. Quelle che all’apparenza sembrano normali biciclette a pedalata assistita vengono modificate per trasformarsi in piccoli scooter camuffati, capaci di raggiungere velocità molto superiori ai limiti consentiti. Il fenomeno è esploso insieme al boom delle e-bike, con un numero crescente di mezzi che circolano sulle piste ciclabili o sui marciapiedi come se fossero motorini, ma sfruttando i vantaggi riservati alle biciclette.
A Verona, per esempio, la Motorizzazione civile ha utilizzato un banco prova mobile nel piazzale dello stadio Bentegodi per testare decine di bici elettriche fermate nei controlli. È emerso che molte di queste erano state modificate per superare la soglia prevista dalla legge dei 25 km/h, non solo intervenendo sul motore ma anche sulle manopole, trasformate in comandi tipo acceleratore che permettono di muoversi senza pedalare. In una sola giornata, su 78 mezzi controllati, il 32% è risultato fuori norma ed è stato sequestrato, con sanzioni per circa 162.000 euro.
Bici elettriche truccate, cosa prevede davvero la legge
La normativa sulle e-bike stabilisce paletti precisi: il motore deve solo assistere la pedalata, spegnersi oltre i 25 km/h, disattivarsi quando si smette di pedalare e non superare la potenza di 250 watt. Se viene meno anche uno solo di questi requisiti, il mezzo viene considerato a tutti gli effetti un ciclomotore. Ciò comporta obblighi ben precisi: immatricolazione, targa, assicurazione, patente idonea, revisione periodica e uso del casco. Chi sblocca il motore o installa kit di potenziamento rischia multe fino a circa 5.100 euro, che possono superare i 7.000 euro sommando le violazioni accessorie come guida senza patente, assenza di assicurazione e mancata immatricolazione, oltre al sequestro finalizzato alla confisca del mezzo.
Le forze dell’ordine stanno intensificando i controlli. Oltre a Verona, i casi segnalati si moltiplicano in tutta Italia: a Milano, in un solo giorno, sono stati fermati 71 ciclisti e sequestrati 54 mezzi, con sanzioni per oltre 378.000 euro; a Bolzano sono state intercettate 15 e-bike irregolari in un pomeriggio, a Pescara 36 in due settimane, a Sassari ben 10 bici trasformate in motorini, mentre a Torre Annunziata i carabinieri ne hanno sequestrate 31. In alcuni casi si sono viste presunte bici a pedalata assistita che toccavano oltre 60 km/h.

Un problema nazionale tra sicurezza, sanzioni record e contrabbando
Usare una e-bike truccata è pericoloso innanzitutto per chi la guida: questi mezzi non sono progettati per alte velocità e spesso sono privi di qualsiasi protezione, con conducenti senza casco né copertura assicurativa. Anche pedoni e altri ciclisti sono esposti a rischi elevati, soprattutto su piste ciclabili e marciapiedi dove queste biciclette, in realtà veri ciclomotori mascherati, sfrecciano a velocità inadatte agli spazi condivisi.
Il fenomeno, sottolinea ancora Virgilio Motori, si intreccia con il business dei kit di modifica e con il contrabbando di bici provenienti dalla Cina: l’Ufficio del procuratore europeo ha recentemente incriminato varie persone, individuando migliaia di container e centinaia di milioni di euro tra dazi e Iva evasa. Alcune di queste bici erano destinate anche al mercato italiano. Proprio perché il settore delle e-bike è in forte crescita, le autorità stanno cercando di bloccare la diffusione dei mezzi illegali e delle manomissioni: per chi vuole muoversi in sicurezza, la regola è semplice, usare solo bici regolari e diffidare di chi promette velocità “extra” con modifiche facili.
