“Ho mangiato solo una fetta di torta”: addio patente e auto sequestrata | Diventa vietato mangiare questo cibo

Collage uomo alla guida e torta di compleanno al Rum e cioccolato

Mangiare alla guida, il divieto - mobilitasostenibile.it

Marco e quella torta che l’è costata cara: perché mangiare determinati alimenti è vietato alla guida e cosa dice il Codice della Strada in merito.

Tutti amiamo i dolci. Nessuno però ci ha mai detto che alcuni, se consumati con troppa leggerezza, possono compromettere la guida. Eppure è così, e il caso di Marco lo dimostra meglio di qualsiasi manuale di scuola guida.

“Ho mangiato solo una fetta di torta”. È bastata questa frase, pronunciata con aria ingenua, per diventare una sorta di confessione. Non stiamo parlando di chi si mette al volante ubriaco o di chi corre a tutta velocità: qui il protagonista ha fatto qualcosa che sembra innocuo quanto assaggiare un dolce.

Eppure quella scelta, compiuta nel momento sbagliato, è bastata a fargli perdere la patente e a vedersi portare via l’auto. Un paradosso che mostra quanto anche un gesto banale possa trasformarsi in un incubo quando si scontra con la legge.

Marco e quella torta che gli è costata la patente

Marco ha diciannove anni e la patente fresca di stampa. Una sera va a un compleanno, niente alcol perché sa bene che da neopatentato non può permetterselo. Brinda con bibite analcoliche finché non arriva la torta: una zuppa inglese casalinga, piena di crema e savoiardi, ma arricchita da rum.

Una fetta, poi la seconda, infine la terza. “Tanto è solo dolce” pensa, senza immaginare che l’alcol, spennellato a freddo, sia rimasto concentrato. Tornando a casa trova un posto di blocco. Gli agenti notano l’alito sospetto e lo invitano a fare il palloncino.

Il risultato è netto: 0,25 g/l. Per un conducente esperto sarebbe la fascia più bassa della violazione, ma per Marco no. Da neopatentato la soglia è zero: basta anche 0,1 per far scattare la sanzione. Tre fette di torta al rum gli sono costate come un bicchiere di vino.

Incredulo, prova a spiegare che non ha mai toccato alcol, che si trattava solo del dolce. La legge però non distingue: conta il livello rilevato, non la provenienza. Così si ritrova con un verbale e la patente sospesa.

Alcoltest
Alcoltest – mobilitasostenibile.it

Dolce alcolico e ricorso: cosa dice la legge

Marco non si arrende. Con l’aiuto di un avvocato presenta ricorso al Giudice di Pace. Porta testimoni del compleanno e perfino una dichiarazione del pasticcere, che conferma l’uso di rum a freddo. Dopo settimane di attesa, il giudice riconosce che il valore era minimo e compatibile con l’assunzione involontaria.

La sanzione viene ridotta: niente confisca dell’auto, sospensione limitata della patente e una multa pecuniaria al posto del provvedimento più pesante. Marco non è uscito del tutto indenne, certo, ma ha evitato il peggio. E oggi racconta la sua vicenda come un avvertimento: persino una fetta di torta può costare carissimo, ma la legge – quando ci sono prove – può riconoscere la buona fede.