“Il suo veicolo è stato radiato”: l’Agenzia delle Entrate fa piangere mezzo paese | Arriva la lettera a tutti i debitori del bollettino

Automobilista disperato

Quando un veicolo viene radiato - mobilitasostenibile.it

Una lettera secca, poche righe e un verdetto che gela il sangue: il veicolo risulta radiato. Il provvedimento che sta colpendo moltissimi conducenti.

C’è chi ha aperto la busta bianca convinto di trovare la solita richiesta di pagamento arretrato, e invece si è ritrovato davanti a una frase che pesa come un macigno: ‘Il suo veicolo è stato radiato’. Parole forti, che suggeriscono un provvedimento importante. E in effetti lo è.

Per molti automobilisti è un fulmine a ciel sereno, perché fino a quel momento erano convinti che la peggiore delle conseguenze fosse una multa o una cartella dell’Agenzia delle Entrate. E invece la sorpresa amara arriva proprio adesso, quando ha la burocrazia decide di stringere i bulloni contro i debitori recidivi.

La radiazione d’ufficio che pochi conoscono

Non parliamo di provvedimenti improbabili, ma di un meccanismo previsto dal Codice della Strada, articolo 96. Quando un veicolo viene cancellato dal Pubblico Registro Automobilistico (quello che tutti chiamiamo PRA), smette di esistere agli occhi della legge: le targhe vengono ritirate, la carta di circolazione annullata e la macchina non può più circolare. È una delle misure più drastiche che l’automobilista possa subire, eppure pochissimi ne sono davvero consapevoli di quanto sia facile caderne vittima.

Non si tratta infatti di incidenti, revisioni saltate o multe non pagate. Qui a far scattare la mannaia è un’inadempienza che molti considerano ‘secondaria’, ma che ripetuta negli anni diventa letale per il veicolo: il mancato versamento di un tributo. La radiazione d’ufficio è quindi una conseguenza estrema, ma perfettamente legittima, e una volta comunicata lascia pochissimo margine di manovra a chi la subisce.

Documento del Pubblico Registro Automobilisti (PRA)
Radiazione dal PRA – mobilitasostenibile.it

Tre anni di silenzio che costano l’auto

Il provvedimento scatta quando il debito si accumula per tre anni consecutivi. All’inizio sembra poco: un bollettino dimenticato, qualche interesse di mora, una cartella che si può ancora gestire. Ma se il tempo passa senza regolarizzare la posizione, la partita cambia; non si parla più solo di soldi da versare, ma di radiazione d’ufficio del veicolo.

Ed è qui che arriva il colpo di scena: a innescare tutto questo è il mancato pagamento del bollo auto. Quella tassa regionale che molti considerano un costo fastidioso, spesso rimandato con leggerezza, diventa la causa diretta della cancellazione del veicolo dagli archivi.

Saltare un anno significa solamente vedersi applicare sanzioni e interessi. Saltarne tre equivale, letteralmente, a dire addio alla propria macchina/moto. Non capita sempre, certo, ma a chi succede e pensa che basti saldare il debito all’ultimo momento scopre che non sempre è così semplice: una volta avviata la procedura di radiazione, riattivare la circolazione del mezzo può essere lungo, costoso e tutt’altro che scontato. Insomma, mai sottovalutare una tassa; almeno non a lungo termine. Tutti i balzelli, prima o poi, tornano a galla.