Multe, arriva il pagamento obbligato: te le trovi addebitate in busta paga | Te le ritrovi senza saperlo

Sanzioni - mobilitasostenibile.it
Non più bollettini, scadenze o cartelle: la nuova formula di sanzione ti toglie i soldi alla fonte, senza possibilità di scelta.
Per molti italiani la multa è già un incubo così com’è: la trovi sul parabrezza, la ricevi a casa, oppure ti arriva per posta elettronica certificata. Si contano i giorni, si cercano scappatoie, ci si chiede se valga la pena fare ricorso.
Ma immaginate se non ci fosse più nulla da fare, se l’importo venisse staccato direttamente dal vostro stipendio o dal guadagno del mese. Nessun margine, nessun ritardo, nessun trucco.
Un’idea che sembra estrema, ma che in realtà trova già applicazione in un settore preciso. E chi ne è coinvolto non ha via di scampo: la sanzione scatta in automatico, ed è così pesante da lasciare un segno immediato sul portafogli.
Il pagamento forzato che non lascia scampo: come funziona la patente a crediti
Nei giorni scorsi, l’ente ha chiarito come funziona un sistema di sanzioni che non concede scappatoie: non c’è tempo per rinvii, non c’è possibilità di trattare. Quando si verificano le condizioni, il pagamento è vincolante e scatta subito, come se fosse un prelievo diretto in busta paga.
Ed è qui che si scopre il vero bersaglio: si tratta di determinate persone, che dal 1° ottobre 2024 devono avere la patente a crediti. Senza questo requisito, o con un punteggio inferiore a 15, la multa è automatica e ammonta al 10% del contratto in corso, nonché altre conseguenze del caso.

Patente a crediti: come funziona, le sanzioni in busta paga e chi riguarda davvero
La novità non tocca tutti, ma un settore preciso: quello dei cantieri edili e dei lavori temporanei o mobili. Dal 1° ottobre 2024 è infatti obbligatoria la patente a crediti, un documento che certifica la sicurezza e la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi. A ognuno vengono attribuiti dei punti: chi scende sotto la soglia di 15, o chi lavora senza patente, viene automaticamente sanzionato.
La multa non è simbolica, anzi. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha chiarito che si calcola sul valore del contratto del singolo trasgressore, al netto dell’Iva, e corrisponde al 10% dell’importo, con un minimo di 6.000€. In pratica, anche un piccolo appalto può tradursi in una sanzione pesantissima. E non finisce qui. Chi viene colto in violazione non solo paga, ma viene allontanato dal cantiere e non può partecipare ad appalti pubblici per i successivi sei mesi.
I controlli spettano non solo agli ispettori del lavoro, ma anche a forze di polizia, Asl e persino alle Forze armate. Inoltre, i committenti hanno l’obbligo di verificare che imprese e lavoratori siano in regola. Se non lo fanno, rischiano anch’essi responsabilità dirette.
Insomma, nulla che riguarda le sanzioni degli automobilisti, ma un sistema che apre gli occhi su come la burocrazia, se solo volesse, potrebbe pignorare una parte del proprio guadagno. Perché no, anche in busta paga.