“Non ci interessa il libretto, vogliamo la ricevuta”: al posto di blocco vogliono questo documento | Lo chiedono a tutti

Posto di blocco

Posto di blocco - mobilitasostenibile.it

Altro che libretto e patente: quello che cercano davvero in questi mesi è un documento che molti non tengono nemmeno in auto.

Come negarlo: essere fermati a un posto di blocco non è mai un momento piacevole. Anche quando si è in regola, il cuore accelera e nella testa partono mille domande: dov’è la patente? Il libretto sarà nel cruscotto o nel portadocumenti? L’assicurazione è stata pagata davvero? L’agitazione fa sembrare tutto più complicato, e non è raro che qualcuno confonda i documenti da mostrare con quelli che invece non servono.

E in quei pochi secondi di attesa, con la paletta rossa che ancora vibra davanti al parabrezza, ogni automobilista ripassa mentalmente la lista dei soliti noti: patente, carta di circolazione, carta d’identità. Eppure gli agenti non lasciano spazio a dubbi, specialmente in questo periodo dove sono amentate le segnalazioni di casi analoghi. In tali occasioni, quello che vogliono vedere è un documento ben preciso; uno di quelli che in pochi tengono in auto.

Posto di blocco: la ricevuta che stanno controllando gli agenti

Per capire meglio la questione, è bene fare un breve ripasso. Quando si parla di controlli, non tutti sanno che esiste una differenza tra posto di blocco e posto di controllo. Nel primo caso l’operazione è capillare, con più pattuglie e la canalizzazione del traffico: tutti devono fermarsi, senza eccezioni. Nel secondo caso, invece, il controllo è mirato e interessa solo i veicoli scelti dagli agenti. Cambia lo scenario, ma non l’obiettivo, che rimane quello di verificare l’identità di chi guida e i documenti obbligatori per legge.

Ed è qui che nasce la confusione. Perché nell’immaginario collettivo i tre documenti classici sono sempre gli stessi – patente, carta di circolazione e documento d’identità. Tutto corretto, ma incompleto. Perché c’è un quarto elemento che le pattuglie vogliono avere in mano e che, senza, può trasformare un controllo di routine in un problema molto più serio.

Agenti che controllano i documenti al posto di blocco
Documenti al posto di blocco – mobilitasostenibile.it

Non solo patente e libretto: ecco cosa chiedono a tutti

Molti automobilisti, quando vengono fermati, sfogliano il portadocumenti con l’ansia di chi teme di aver dimenticato qualcosa. E spesso si dimenticano proprio del documento più importante: la ricevuta dell’assicurazione. Nel 2025 non basta affermare di averla pagata, non serve giurare di essere in regola: serve la prova scritta, cioè il contratto o la quietanza che attesta la copertura RC auto.

Precisazione: non sempre la chiedono materialmente in mano, perché oggi gli agenti hanno accesso immediato alla banca dati elettronica delle assicurazioni (la famosa banca dati ANIA). Basta la targa per verificare se una polizza è attiva o scaduta.

Però, la legge (art. 180 Codice della Strada) prevede ancora che il conducente debba avere con sé il certificato o la ricevuta dell’assicurazione (anche in formato digitale sul telefono), specialmente se il sistema va in tilt. Se non la si mostra, si rischia una multa per ‘mancata esibizione’, distinta da quella per mancanza di copertura.

Non mostrarla, o peggio ancora non averla, significa rischiare grattacapi non da poco come fermo immediato, multa salata e persino il sequestro del mezzo. È questo, più del libretto e della patente, il vero documento che oggi gli agenti vogliono vedere.