Addio parcheggi senza strisce, ti prendi violenza privata: scatta l’arresto immediato | Non c’è soluzione

Parcheggi-Foto-di-Pok-Rie-da-Pexels-MobilitàSostenibile

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La Corte di Cassazione ha deciso: ci sono casi in cui anche il semplice atto di parcheggiare si trasforma in un rischio.

Parcheggiare in modo scorretto non è più soltanto un gesto incivile. Secondo la Corte di Cassazione, può costituire un vero e proprio reato penale.

La sentenza n. 27559/2023 ha infatti chiarito che anche ostacolare parzialmente il passaggio di una persona, ad esempio con un’auto lasciata davanti a un passo carrabile o a un ingresso, può configurare il reato di violenza privata.

Non è necessaria alcuna violenza fisica: basta impedire la libertà di movimento altrui, anche in modo indiretto.

L’articolo 610 del Codice Penale punisce questo comportamento con la reclusione fino a quattro anni. Il punto centrale della pronuncia è il riconoscimento della “violenza ambientale”: ostacolare l’accesso o l’uscita da un luogo può equivalere a un atto di coercizione.

Parcheggio che limita la libertà di movimento altrui: ecco cosa dice la Corte di Cassazione

Quello esaminato dalla Corte di Cassazione non è un caso isolato. Già nel 2015, un automobilista è stato condannato per aver bloccato l’uscita da un parcheggio privato. In un altro episodio, parcheggiare troppo vicino alla portiera di un’altra auto, costringendo il conducente a uscire dall’altro lato, è stato considerato una forma di limitazione della libertà personale. Ancora più severo l’orientamento nei confronti degli stalli riservati ai disabili: se un posto assegnato viene occupato da un’altra persona, consapevole del divieto, scatta il reato.

Riguardo a questo genere di situazioni un caso emblematico riguarda un’auto lasciata in sosta per ore sullo spazio riservato. In questo modo è stato impedito al legittimo titolare disabile sia di parcheggiare che di accedere alla propria abitazione. La conseguenza di questo comportamento non si ferma al procurato danno di tipo logistico, ma colpisce la dignità della persona.

Parcheggio-Foto-di-Jake-Heinemann-da-Pexels-MobilitàSostenibile
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Parcheggiare in un posto riservato ai disabili è considerabile come violenza privata: quali sono i rischi

La Corte di Cassazione non ha avuto molti dubbi in merito e ha chiarito che la violenza privata si configura come “delitto istantaneo”. Il reato, quindi, si consuma nel momento stesso in cui si verifica la privazione della libertà, anche se solo temporanea. Non viene rilevata in questo caso la durata dell’ostacolo.

Inoltre, la Corte ha escluso ogni possibile giustificazione: il reato non si estingue neanche se l’automobilista rivendica un presunto diritto, come attendere qualcuno. Anche far aspettare un vicino bloccando l’ingresso condominiale con l’auto è sufficiente a far scattare il procedimento penale. La soglia tra inciviltà e reato, dunque, si è abbassata drasticamente.