Nel 2035 in Europa non si potranno vendere più auto benzina e diesel e si stima che da qui al 2030 la produzione di auto elettriche aumenterà di 7 volte, passando dagli attuali 4 milioni ai 32 milioni di vetture.
Crescerà di conseguenza anche la richiesta di batterie al litio, ma quale sarà il prezzo da pagare per quella che tutti definiamo transizione energetica? A rispondere a questa domanda l’inchiesta di “PresaDiretta”, andata in onda lo scorso lunedì 20 settembre alle 21.20 su Rai3 e disponibile ora in streaming su Rai Play cliccando qui.
Come facciamo allora a rendere sostenibile la transizione energetica?
La puntata “La rivoluzione elettrica” entra nel mondo delle tante materie prime indispensabili per realizzare la rivoluzione green, prima tra tutte il litio: per produrre 1 tonnellata di litio, sufficiente per circa 100 automobili, servono 2 milioni di litri di acqua
In totale sono 30 i minerali utilizzati per produrre batterie e componenti di auto elettriche, ma anche cellulari, accumulatori di pale eoliche e di pannelli solari, colonnine di ricarica, fibra ottica. Sono le cosiddette “materie prime critiche”, nascoste nella terra e nell’acqua, la cui estrazione e lavorazione sono difficili, costose e inquinanti.
Alcune evidenze dell’inchiesta:
“PresaDiretta” è entrata nelle fabbriche, in Italia (qui la disamina di Francesco Naso, Segretario generale di MOTUS-E sulla puntata di Presa Diretta) e in Germania, per vedere da vicino il lavoro delle grandi case automobilistiche che stanno rinnovando la produzione e che puntano sull’elettrico con miliardi di euro di investimenti. Con quali garanzie sulla sostenibilità dei processi di estrazione e lavorazione delle materie prime che arrivano così da lontano?
Dall’Estremadura, in Spagna, le testimonianze, ma anche le paure della popolazione locale, legate all’apertura delle nuove miniere di litio e di cobalto. E la caccia ai minerali rari in Italia? “PresaDiretta” è andata a vedere che fine faranno i progetti di miniere di titanio nel Parco del Beigua, la più grande area protetta della Liguria. E ancora. Gli esempi virtuosi di economia circolare con le nuove tecnologie applicate al recupero dei materiali rari come ad Amsterdam, una delle città più sostenibili d’Europa. Qui nello stadio cittadino è stato creato un gigantesco sistema di produzione di energia con batterie di seconda mano. E poi un viaggio tra le eccellenze dei laboratori italiani che studiano tecnologie per dare una vita più lunga alle batterie, per recuperare i minerali rari e preziosi nelle “miniere” urbane di rifiuti.
Infatti, la soluzione potrebbe risiedere nella ricerca e nella sperimentazione tecnologica che permette di recuperare i materiali critici rari dalle batterie al litio.
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