Addio cinture di sicurezza, dal 1 settembre devi bloccare il corpo in questo modo | Se non hai il dispositivo nuovo ti multano

Cintura di sicurezza

Cintura di sicurezza - mobilitasostenibile.it

La cintura di sicurezza diventa obsoleta: ora ci sono casi in cui sarà necessario un dispositivo sostitutivo. Cosa dice la legge.

Ci sono gesti che facciamo ogni giorno senza pensarci, ma che segnano il confine tra normalità e tragedia. Allacciare la cintura è uno di questi. Un clic secco, due secondi appena, eppure c’è chi la considera ancora una scocciatura, più obbligo che protezione.

Eppure basta leggere i numeri: migliaia di vite salvate, incidenti ridotti a ferite leggere, famiglie risparmiate al lutto. Ma questo dispositivo non è pensato per tutti allo stesso modo.

Non si adatta a ogni corporatura e in certi casi appare obsoleto. Tanto che, paradossalmente, indossarla può trasformarsi in motivo di sanzione.

Una cintura contestata (e sì, a volte ingiustamente)

L’idea della cintura è sacrosanta, ma non è mai stata accolta senza discussioni. Nei primi anni c’era chi la giudicava scomoda, perfino pericolosa: poteva intrappolare in caso di incendio o causare lesioni interne. Non a caso in molti Paesi l’obbligo è arrivato solo decenni dopo.

Col tempo le critiche sono cambiate ma non sono sparite. Alcuni esperti parlano di ‘falso senso di sicurezza’: sentirsi protetti porta a correre di più. E poi ci sono i casi concreti.

Non è ergonomica per tutti, può risultare inadatta per auto datate o complicata per chi ha limitazioni fisiche. Il paradosso è che metterla male o modificarla può portare a una multa. Rimane dunque obbligatoria in larga scala, ma non per tutti. Per alcuni, è il solo gesto di indossarla che può portare ad una sanzione. In quei casi serve il dispositivo apposito.

Cintura di sicurezza
Cintura di sicurezza – mobilitasostenibile.it

Cinture a tutti? No, ma la legge pretende sicurezza

Molti pensano che basti agganciare una cintura per viaggiare in regola, ma la realtà è diversa. Il Codice della Strada, per esempio, non consente di usare le cinture per gli animali. L’articolo 169 dice che il trasporto è legittimo solo se l’animale non costituisce pericolo per chi guida. Tradotto: niente cani liberi in braccio o che girano nell’abitacolo.

La legge ammette un cane libero sul sedile posteriore, ma più animali possono viaggiare solo in un trasportino o nel vano bagagli separato da rete o divisorio. Chi viola queste regole rischia una multa da 84 a 335€ e la perdita di un punto dalla patente.

Resta però il paradosso. In commercio esistono cinture apposite per cani, imbracature che si agganciano a quelle dell’auto e sembrano sicure, soprattutto per gli animali di piccola e media taglia. Utili? Sì. Ma per la legge non bastano, e in caso di controllo il rischio resta. Il solo modo valido è quello previsto dal Codice: trasportino, rete o divisorio.